Dal 24 aprile al 2 maggio 2025, Udine ospiterà la 27esima edizione del Far East Film Festival (FEFF), quest’anno intitolata “Quando l’Occidente punta lo sguardo sull’Asia contemporanea”. Il concetto dello “sguardo” è il filo conduttore di questa edizione, un tema che il graphic designer Roberto Rosolin ha sapientemente sintetizzato nella nuova immagine ufficiale del festival. Attraverso una line-up eccezionale, il festival offrirà un’ampia panoramica sul cinema asiatico, proponendo storie che esplorano e riflettono le dinamiche della società e del tempo contemporaneo.
Con ben 75 titoli in programma, di cui 48 in concorso e 27 fuori concorso, il FEFF 2025 si presenta con un mix variegato di film provenienti da 11 paesi diversi. Il programma include 7 world premiere, 15 anteprime internazionali, 20 anteprime europee e 19 anteprime italiane, un’ottima occasione per scoprire film di altissimo livello. Saranno proposte opere che spaziano dal cinema popolare a quello d’autore, e al di fuori della competizione saranno proiettate opere restaurate afferenti al tema “Yokai e altri mostri: dal folklore asiatico al cinema”.
Un’attenzione speciale è riservata alla selezione giapponese, che, come ogni anno, è una delle più rappresentate e che quest’anno include ben 17 titoli, di cui 11 in concorso e 6 fuori concorso, comprendendo anche proiezioni speciali e restauri di opere storiche. Tra i film più attesi ci sono produzioni che spaziano dai thriller psicologici agli horror, dalle commedie più surreali ai drama profondi e intricati.
La commedia ha sempre avuto un ruolo di rilievo nel cinema giapponese, capace di intrattenere e al contempo stimolare riflessioni profonde. Quest’anno, il FEFF presenta titoli che mescolano umorismo, azione e situazioni fuori dal comune, rimanendo fedeli alla tradizione della narrazione vivace.
Angry Squad (2024) di Ueda Shinichiro segue le disavventure di un gruppo di antieroi che, purtroppo, non riescono mai a farsi una vita normale. Sono coinvolti in una missione che li porta a affrontare situazioni imprevedibili e assurde, regalando risate a ogni passo. Il film combina la comicità slapstick con azione e colpi di scena, mantenendo un ritmo frenetico e una narrazione esilarante, tipica del cinema di intrattenimento giapponese.

Cells at Work! (2024) di Takeuchi Hideki ci offre una visione originale dell’interno del corpo umano, visto attraverso gli occhi delle cellule che lo abitano. Questa commedia animata trasforma la biologia in un’avventura emozionante e divertente, dove le cellule protagoniste affrontano minacce e malattie in modo eroico, mescolando informazioni scientifiche a momenti comici che fanno sorridere e insegnano allo stesso tempo.

She Taught Me Serendipity (2024) di Ohku Akiko è una commedia romantica che esplora i contorti sentieri del destino e delle coincidenze. Al centro della trama c’è un triangolo amoroso che si sviluppa tra situazioni assurde e scelte del cuore apparentemente casuali. Il film si distingue per il suo tono leggero e ironico, ma anche per la sua capacità di trattare temi più profondi riguardo il caso, l’amore e il destino.

Oltre alla leggerezza della commedia, il cinema giapponese si distingue per la capacità di esplorare le profondità emotive e psicologiche, come nei drama e thriller psicologici presentati.
A Bad Summer (2025) di Jojo Hideo è un dramma che si dipana attraverso il conflitto interiore di un giovane che affronta il lato oscuro della propria psiche durante un’estate che inizialmente sembra promettere solo tranquillità. La storia rivela pian piano oscuri segreti e paure, immergendo lo spettatore in un’atmosfera inquietante e tesa, dove la mente e la realtà si mescolano.

Welcome to the Village (2025), nuovamente di Jojo Hideo, ci introduce in un remoto villaggio giapponese dove nulla è come sembra. Un thriller psicologico che esplora le paure collettive, le superstizioni e i segreti nascosti dietro una facciata di normalità. L’atmosfera misteriosa e inquietante che permea il film spinge lo spettatore a interrogarsi sulle dinamiche di potere e paura che reggono la comunità.

Good Luck (2025) di Adachi Shin racconta il viaggio intrapreso da un uomo insicuro che lo porterà a confrontarsi con i suoi limiti e le sue paure. Durante il suo percorso, incontrerà una donna forte e determinata, che diventerà per lui una figura di sostegno, ma anche un riflesso delle sue stesse fragilità. Il film esplora la psicologia dei protagonisti attraverso momenti di introspezione e dialoghi potenti, mescolando umorismo e riflessioni profonde sul destino e la vita.

See You Tomorrow (2024) di Michimoto Saki è un racconto delicato che esplora la memoria e la nostalgia. La protagonista, una fotografa, cattura momenti sospesi tra il presente e il passato con la sua macchina fotografica. Ogni foto è una finestra su un ricordo perduto, creando un’esperienza emotiva che gioca con il concetto di tempo e di memoria, in un racconto che lascia spazio a riflessioni sull’identità e sul cambiamento.

Il cinema giapponese non smette di esplorare anche i territori dell’orrore e del mistero, con film che giocano su tensione e inquietudine.
Dollhouse (2025) di Yaguchi Shinobu è un horror psicologico che gioca sulle paure più intime legate all’idea di essere intrappolati in un luogo in cui le regole della realtà sembrano non valere più. La bambola, simbolo inquietante di una presenza malefica, diventa il catalizzatore di eventi misteriosi che cambieranno per sempre la vita dei protagonisti.

Lust in the Rain (2024) di Katayama Shinzo è un film che si distacca dalle convenzioni per portare lo spettatore in una dimensione psichedelica ispirata ai manga giapponesi. La storia, dominata da desideri irrealizzabili e allucinazioni, ci immerge in un mondo dove la realtà e il sogno si sovrappongono, creando un’atmosfera surreale che sfida la percezione del tempo e della realtà.

In Teki Cometh (2024), Yoshida Daihachi crea un racconto enigmatico che fonde realtà e incubo in una spirale di eventi sempre più surreali. Il film si ispira alle atmosfere di David Lynch, dando vita a una narrazione disturbante in cui il confine tra il sogno e la realtà diventa sempre più labile. Un viaggio onirico che lascia lo spettatore con molteplici interrogativi e un senso di disorientamento.

Rewrite (2025) di Matsui Daigo mescola romanticismo e fantascienza in un racconto che esplora il tema del tempo e del destino. Un giovane aspirante scrittore incontra un misterioso viaggiatore del tempo, che ha la capacità di alterare il corso degli eventi. Il film gioca con il concetto di libera volontà e destino, in una narrazione che, pur con un tocco romantico, si avventura in territori di riflessione filosofica e psicologica.

Classici Restaurati e Riscoperte
Il FEFF 2025 dedica anche uno spazio alla riscoperta e alla restaurazione di alcuni capolavori del cinema giapponese.
The Great Yokai War (2005) di Miike Takashi è un film fantasy che esplora il mondo degli yōkai, creature mitiche del folklore giapponese. La storia segue un ragazzo che, scelto per proteggere il mondo dai mostri, si trova coinvolto in un’avventura epica. Con effetti speciali straordinari e un’incredibile varietà di creature, il film è un’ode al fantastico, con un ritmo incalzante e una narrazione visivamente impressionante.

Il sequel, The Great Yokai War: Guardians (2021), sempre diretto da Miike Takashi, prosegue la lotta tra i yokai e gli esseri umani, introducendo nuovi eroi e nemici. Il film, pur mantenendo l’atmosfera fantastica e l’epicità del primo capitolo, esplora temi più maturi e complessi, con una narrazione che si fa più riflessiva ma non perde l’entusiasmo visivo e avventuroso del suo predecessore.

La versione restaurata di The Snow Woman (1968/restored 2024) di Tokuzo Tanaka è un classico dell’horror giapponese che racconta la storia di una donna misteriosa, con poteri soprannaturali, che porta la morte a chiunque incroci nel suo cammino. Il film è un esempio perfetto del folklore giapponese, mescolando miti, leggende e il fantastico in un’atmosfera di lenta e inesorabile tensione.

Infine, Yokai Monsters: Spook Warfare (1968/restored 2021) di Yoshiyuki Kuroda è un altro esempio di film di mostri giapponesi che gioca con il folklore, portando in scena una battaglia tra le forze del male rappresentate dagli yokai e gli eroi che si oppongono loro. Un’opera fondamentale per chi vuole comprendere l’evoluzione del cinema di mostri in Giappone.

Special Screenings
Ya Boy Kongming! The Movie e The Scary House sono due speciali screenings che, in modi completamente agli antipodi, contribuiranno a rendere unica la 27esima edizione del Far East Film Festival.
Il primo, diretto da Shibue Shuhei, con la sua carica di energia e il mondo brillante del J-Pop, chiuderà il festival in grande stile, offrendo un’esperienza vibrante e originale con il suo mix di musica e strategia.

Invece, The Scary House, con la sua atmosfera tesa e inquietante, trasporterà il pubblico in un viaggio nel terrore psicologico, con una storia che promette brividi e suspence fino all’ultimo minuto. Entrambi i titoli, con la loro proposta innovativa, saranno un’anteprima imperdibile per gli appassionati del cinema asiatico contemporaneo.

Un Festival Indimenticabile
Il Far East Film Festival 27 non è solo una finestra sul cinema giapponese, ma un’opportunità per immergersi completamente nella cultura asiatica. Dal 24 aprile al 2 maggio, Udine sarà il palcoscenico di un’esperienza imperdibile, con proiezioni giornaliere, eventi, talk e incontri con i protagonisti del cinema. Il festival si chiuderà con il sorprendente e attesissimo “Ya Boy Kongming! The Movie”, che promette di essere una delle opere più anarchiche e originali dell’edizione. Non perdete l’occasione di partecipare a una vera e propria festa del cinema che trasformerà Udine nella coloratissima “Asian Zone”.
Che si tratti di horror, commedia, thriller o fantastico, la line-up 2025 del FEFF 27 promette di offrire emozioni forti e storie indimenticabili. Non vediamo l’ora di scoprire insieme a voi quale titolo vi conquisterà di più!