
Quando il trash italiano incontra il pop giapponese
Ci sono momenti in cui la cultura bassa valica i confini, viaggia per migliaia di chilometri e si avvinghia con tutti i tentacoli alla cultura locale.
Ci sono momenti in cui la cultura bassa valica i confini, viaggia per migliaia di chilometri e si avvinghia con tutti i tentacoli alla cultura locale.
L’afa estiva sta prosciugando tutte le energie, non lasciando scampo a nessuno. Per superare questo periodo non c’è altro modo che munirsi di climatizzatore e bibite ghiacciate, ma consolatevi perché i giapponesi non se la passano certo meglio di noi. Il Giappone ogni estate è oppresso da un clima caldo-umido che spinge la popolazione a rifornirsi di una vasta gamma di bevande rinfrescanti.
Se di recente avete viaggiato in Giappone visitando templi e santuari, la scena che segue vi sembrerà forse familiare: turisti – soprattutto locali – che, ordinatamente in fila nei pressi della biglietteria o del negozio di souvenir, attendono pazientemente di consegnare al monaco quello che sembra essere un libretto piuttosto spesso.
Giappone. Epoca Tokugawa. Secolo XVII. Anno 1639. La serie di editti emanati dallo shogunato a partire dal 1633 culmina con l’espulsione di tutti gli stranieri dal suolo giapponese.
Nel 1964, il 41enne Katsuichi Nagai, reduce dalla guerra, fonda con l'aiuto di Sanpei Shirato la rivista Garo Magazine che di lì a poco sarebbe diventata una sorta di refugium peccatorum per tutti quei mangaka rifiutati da una realtà editoriale mainstream sempre più selettiva e soggetta alle logiche di mercato.
Titolo abbastanza fuorviante quello italiano, Le Quattro Casalinghe di Tokyo (trad. Lydia Origlia). Tutto è infatti, fuorché un simpatico racconto di casalinghe. Natsuo Kirino pubblica il romanzo nel 1997, ma in Italia arriva soltanto nel 2003, e scuote fin da subito anche gli animi più calmi e tranquilli.
Edito da Kappalab a ottobre 2016, in concomitanza con la mostra pittorica Facing Histories ospitata dal Museo d'Arte Moderna di Bologna, il libro KOROSU di Yumi Karasumaru presenta un’antologia di testi delle performance teatrali realizzate dall’artista giapponese nel corso della sua ventennale carriera, accompagnata dalla riproposizione di alcune sue opere pittoriche.
Dal sito Nintendo: Nessun regno. Nessun ricordo. Dopo un sonno durato 100 anni, Link si sveglia da solo in un mondo che non ricorda più. Adesso, l’eroe leggendario deve esplorare terre vaste e pericolose per ritrovare la memoria prima che Hyrule si perda sempre. Armato solo di ciò che riesce a trovare, Link parte alla ricerca delle risposte e delle risorse di cui avrà bisogno per sopravvivere.
Correva l’anno 1954 quando Ishirō Honda diede alla luce il primo Gojira (in inglese reso come Godzilla). Fu solo l’inizio di una storia proseguita per molto tempo con la realizzazione di ben 29 film ufficialmente prodotti dalla Toho Company Ltd, compreso il più recente Shin Gojira di Hideaki Anno uscito nelle sale giapponesi nell’estate 2016, con un successo che non accenna a diminuire e anzi raccoglie sempre nuovi fan.
My Uncle (Boku no ojisan ぼくのおじさん) è un film del 2016 diretto da Yamashita Nobuhiro e presentato per la prima volta in Europa al Far East Film Festival 19.