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Un gatto di nome Toto. Il mondo al di là delle parole di Kakuta Mitsuyo

21 Ottobre 2014
Alessia Cimini

 

Mitsuyo Kakuta è l'autrice di numerosi romanzi, tra cui Taigan no kanojo (La donna sull'altra sponda), vincitore del prestigioso premio Naoki nel 2005. Debutta nel 1990 con il romanzo Kofukuna yugi (Un allegro passatempo), vincitore del premio Kaen, e molti dei suoi lavori sono diventati pellicole cinematografiche di successo. Attualmente vive con il suo gatto Toto, regalatole dalla mangaka Rieko Naibara. Soffrendo di problemi di cuore, il piccolo Toto richiede tutte le sue attenzioni e per questo motivo il modo dell'autrice di relazionarsi ai gatti è cambiato radicalmente.

 In un'intervista su ilove.cat del 13 ottobre 2011, i due mondi di Mitsuyo Kakuta, ovvero il mondo della scrittura e quello di Toto, si incontrano:

Sembra che molti scrittori abbiano vissuto con dei gatti. Ci sono anche diverse storie o racconti in cui appaiono.

“Prima di avere un gatto tutto mio, quando leggevo queste storie, non è che mi ritrovassi a pensare 'Oh, ma quanto mi piacciono i gatti!' Ora, invece, li trovo molto interessanti. Come per esempio Neko ni kamakete (Divorato dai gatti) di Kō Machida: probabilmente non l'avrei mai letto se non avessi avuto io stessa un gatto, ma ho trovato molto affascinante il modo con cui l'autrice ha descritto il suo gatto fifone. Inoltre, dopo aver preso Toto, quando ho riletto il romanzo di Yumiko Oshima Wata no kunihoshi, l’ho trovato completamente diverso rispetto alla prima volta, ed è diventato per me molto prezioso. Prima non credevo di poter davvero comunicare con un gatto ma, da quando vivo con Toto, ho iniziato a capire che posso davvero provare amore per un micetto.”

Hai in programma di scrivere un romanzo su un gatto?

“Anche se non l'ho ancora fatto, penso proprio che un giorno potrei scriverlo. Provo una profonda ammirazione per il modo in cui Kō Machida scrive dei gatti. Non ci si può limitare a scrivere solamente quanto siano carini. Ma se non si hanno le doti di scrittura di qualcuno come Kō Machida, penso diventi davvero difficile raccontare del proprio gatto. Per esempio, avendo vissuto solo con Toto, ho sempre pensato che i gatti non avessero un alito puzzolente. Ma una volta mio marito mi ha detto ‘I gatti con un alito come Toto sono rari.’ Da quel momento in poi, ogni qual volta visitavo una casa con dei gatti, iniziavo ad annusare il loro alito. Se scrivessi, ‘L'alito dei miei gatti non puzza’, potrebbe sembrare che mi stia vantando. Se scrivessi invece ‘Sono andata in giro ad annusare l'alito di tanti gatti’, sarebbe di certo più interessante. Sto pensando di scrivere qualcosa del genere.”

L'autrice conclude così l'intervista:
“Toto non è né un gatto, né una persona, è un individuo chiamato Toto. È un essere vivente chiamato Toto.”

Kakuta Mitsuyo sarà ospite dell'Università di Bologna il 29 ottobre per presentare il suo primo romanzo uscito in traduzione italiana: La cicala dell'ottavo giorno. Scopri di più sull'evento, cliccando qui .

Link all'intervista integrale in inglese: http://ilove.cat/en/3308
Foto di: Shin Suzuki

 


 

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